il mio primo racconto.Liberamente ispirato a "la storia di Lisey",del mitico "Re".
lunedì 14 aprile 2014
I giorni si susseguivano sempre uguali.La scuola al mattino,sempre di una noia mortale,il rientro a casa con mamma ogni giorno un pò più triste.-mamma,devi mangiare di più,non puoi andare avanti così.--certo,hai ragione cara.-Era il nostro dialogo più lungo;oramai una specie di consuetudine.Lei non si era data mai pace per quello che ci era successo.Da diciassette anni andava ogni giorno a trovare papà,senza vedere mai un cambiamento in lui.Non poteva sapere lei.Nè i medici.Nè nessun altro.Lo sapevamo io e lui,e tanto bastava.Quel fisico che non deperiva mai,era un mistero che nessuno poteva spiegare.Papà non fece altro che aprire gli occhi e sorridere per qualche tempo dopo la prima volta alla pozza,ma un giorno,dopo che ebbe voltato gli occhi al cielo per ammirare quell’incredibile sfumatura di rosa e rossi che aveva il cielo in questa parte della realtà,girò la testa verso di me.-papà!-dissi con tono incerto-A... Ariel!-fu la sua unica parola,quel giorno,ma il mio cuore scoppiava dalla felicità come mai mi era capitato da quando ero in vita.Mi riconosceva,sapeva il mio nome,e forse sapeva più e meglio di me cosa accadesse in questo posto magico e così strano.Così,con il passare del tempo,aumentai le visite:da una volta alla settimana,a due.Passò ancora qualche mese,sempre con le nostre “visite speciali”.Andavo anche da sola,quando non ero con papà.Quel posto era il mio rifugio dai dolori,le amarezze e le ingiustizie della vita di questa parte di mondo.Camminavo su quell’infinita lingua di sabbia che cedeva il posto ad una vegetazione strabiliante,che non potevo fare a meno di ammirare ogni volta.I miei fiori preferiti sono i frangipani,lo sono anche di quà;ma là il loro profumo soave pervade l’aria senza renderla nauseante.Sanno di gelsomino,di limone,di vaniglia e di qualcos’altro che non riesco mai a decifrare.Ci sono tanti fiori che abitano anche “l’aldiquà”,ma ce ne sono parecchi che quì non esistono.I più particolari ricordano le nostre orchidee,ma sono grandi quanto due grosse mani messe insieme.Passano dal rosso scarlatto al viola più scuro,e,osservandoli,noti centinaia di colori diversi,a cui la maggior parte non sai neanche dargli un nome.Neanche la temperatura è come da questa parte:non è mai troppo caldo,pur essendo certamente un posto tropicale.Ci sono farfalle gigantesche,dai colori più disparati,e uccelli che cantano.Ho detto cantano,perchè é quello che fanno:non cinguettano,hanno una voce melodiosa e... quasi umana che a volte ti strazia il cuore e a volte ti commuove fino alle lacrime.E altri mille insetti che non potrei neppure provare a descrivere.E’ tutto incredibile,ed è il posto che faceva stare bene me e papà,e ciò bastava
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Che dire, è un incanto! Spero di poter scoprire presto il mistero che si cela dietro questa storia.
RispondiEliminaTroppo buona!Grazie ancora <3
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