cap.3
Fu proprio durante una mia visita “solitaria”che cominciai ad udire la voce.
Una voce particolare:non apparteneva nè a un uomo nè a una donna,e tuttavia poteva essere tutte e due contemporaneamente.
E’ molto difficile descrivere il mio paradiso,ma ci provo,per quello che posso.
La prima volta che la udii sussurrava il mio nome,e il suono stesso si disperdeva nel vento così bene da farmi dubitare di averla udita veramente ogni volta che cessava.
-Aaariiel!Aaariiel!-
In un posto tanto strano,e sempre deserto,sentirsi chiamare è un’esperienza... raccapricciante.
Dopo la sorpresa iniziale iniziano le fantasticherie su quale tipo di creatura possa pronunciare il tuo nome con una voce del genere.
Scappai a gambe levate.Prima in senso letterale,poi rientrando in questa dimensione (non so mai come chiamarla,questa parte,l’altra parte;l’aldilà,l’aldiquà...) e continuando ad essere terrorizzata per diversi giorni.
Per qualche tempo non tornai al paradiso,e non andai nemmeno da papà.
La stessa notte cominciarono anche gli incubi,sempre uguali:mi trovavo al confine tra la sabbia e la vegetazione e mi accorgevo di una presenza dietro di me.Rimanevo paralizzata e sentivo quella voce agghiacciante che pronunciava sempre e solo il mio nome con quella strana voce.
Mi risvegliavo puntualmente nel cuore della notte madida di sudore e con il viso inondato dalle lacrime.
I giorni passavano e papà aveva iniziato a peggiorare.
Qualche giorno dopo la mia esperienza spaventosa,vidi tornare a casa la mamma più pallida e triste del solito.
-Cosa c’è mamma?-le chiesi.
-si tratta di tuo padre,Ariel.I medici stamani mi hanno detto che stanno notando un leggero ma costante peggioramento,negli ultimi tempi-
-ma mamma...-
-hanno detto di prepararci al peggio,tesoro.Il fisico di papà si sta indebolendo,e potrebbero sopraggiungere infezioni che potrebbero essergli fatali.-
-non è possibile... lui fino ad ora è stato...-
-Ariel,ascoltami.Non ci sono spiegazioni alle condizioni fisiche di papà.Nessuno al mondo è mai resistito senza un cedimento in uno stato vegetativo come il suo.E’ un miracolo se fino ad ora non gli sia mai accaduto niente,ma ora...-
-Che cosa,mamma?-sbottai urlando-che cosa vuoi dirmi?che sta per morire?Che il tempo a nostra disposizione è terminato?No.Non ci credo.Non lo accetto.-
Me ne andai di casa sbattendo la porta lasciando mia madre basita e sgomenta per la mia reazione esagerata.
Naturalmente lei non era a conoscenza di quello che sapevo io.
Io potevo cambiare le sorti di mio padre.
Paura o non paura ne andava della sua vita,e ciò mi bastava.